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Discussione: Rule of Rose (NTSC Jap) PS2

  1. #1
    Utente L'avatar di chrisdarril
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    Rule of Rose come metafora

    Se ancora non l’aveste capito, Rule of Rose rappresenta un netto distacco dai classici Survival Horror Capcom e Konami, vuoi per tematiche trattate o vuoi per uno stile che scava davvero nell’inconscio e che comunque lo fa più avvicinare al rivale Konami (Silent Hill). Non è un gioco che và preso alla leggera poiché riesce a far distogliere lo sguardo e a raggelare anche i meno impressionanti (e non mi riferisco solo alle scene di gore!). Parte lento e sereno, una brillante giornata di sole, si conclude dopo una forte consecuzione di combattimenti all’apice della tensione. Avendolo giocato in Versione NTSC JAP mi è purtroppo impossibile rivelarvi la presenza di un qualche finale alternativo, anche perché essere arrivato a dodici ore di gioco senza aver riscontrato difficoltà nello svolgimento per fortuna, pur essendo stato incapace della totale comprensione del gioco è già un’impresa (quindi vi chiedo scusa in anticipo per una qualche eventuale incongruenza). Il gioco in se stesso gode un’ottima realizzazione tecnica e per quanto descritto prima, il vero difetto di gioco per alcuni potrebbe proprio essere rappresentato dal controllo. Io, però, assegno comunque un ottimo voto a Rule of Rose per alcuni aspetti che ho davvero apprezzato. Sorvolando l’aspetto tecnico e grafico che come già detto prima si assestano su ottimi livelli, quello che ho proprio amato di questo prodotto Sony sono gli elementi legati all’atmosfera e alla narrazione. L’impegno mostrato dagli sviluppatori nel non voler proporre solo l’ennesimo Survival Horror fatto di leggende ed eroi per caso và premiato alla grande, perché la sceneggiatura sarebbe perfetta per un film in concorrenza all’Oscar… e l’atmosfera ricca di caratteristiche proprie che lo distinguono dalla massa di Survival Horror anonimi sono due caratteristiche vincenti agli occhi di ogni buon fan dei Survival Horror. La complessità delle tematiche trattate (prima volta nel mondo dei videogiochi) non è assolutamente superficiale, e presa nel complesso potrebbe rappresentare una sorta di grande metafora. Il periodo storico trattato (gli anni ’30) è teatro di eventi che racchiudono comportamenti di vita non per niente trascurabili: la perdita dell’ingenuità infantile a causa della crudeltà umana, l’indurimento psicologico e il divenire adulti tutto ad un tratto per poter sopravvivere agli orrori proposti dalla guerra, il progresso tecnologico visto secondo le due facce della moneta (il dirigibile, grande scoperta di quell’epoca, rappresentato, successivamente nel gioco, sottoforma di un mostruoso pesce volante), minaccia o novità? Si sa quante volte dei progressi tecnologici abbiano comportato un qualche conflitto. Ebbene, Rule of Rose è tutto questo, un valido esponente del vero Survival Horror, ottimo dal punto di vista stilistico, narrativo, atmosferico e tecnico, per molti potrebbe rappresentare un’indegna insufficienza a causa del controllo datato, ma per molti altri, invece, verrà apprezzato proprio per questo suo essere fedele all’autenticità del Survival Horror, e nell’aver perfettamente miscelato alternanze di fasi esplorative, combattive ed enigmatiche. Da premiare anche per la sua valenza indipendente e per non aver tentato di emulare (o meglio scopiazzare) Survival Horror più recenti che rappresentano la vera moda di questo periodo, sicuramente ne ha guadagnato una trama ed un’atmosfera davvero perfette, aspetti, oggi come oggi nei Survival Horror, più unici che rari.



    Grafica - 8,0
    Sonoro - 9,0
    Controllo - 4,0 (puristi dell'action) 8,0 (fans dei Survival Horror)
    Longevità - 7,5
    Trama/Atmosfera - 10

    Complessivo - 8,0
    Ultima modifica di chrisdarril; 28-03-2006 alle 21:33:21

  2. #2
    Utente L'avatar di chrisdarril
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    Demoni e Dei



    1) Jennifer (Protagonista), 19 anni, semplice ragazza dall’animo generoso ed altruista. La sua fine bellezza rispecchia perfettamente il suo carattere. La nobiltà del pastello rosso la reputa una povera mendicante…un parassita per questo mondo.

    2) Brown (Co. Prot.), fido cane meticcio, Jennifer lo incontra per la "primissima" volta in una giornata di sole al parco. Sarà davvero vitale per lei.

    3) Diana (Duchessa), una delle vere menti della Nobiltà del Pastello Rosso, fulcro di innata malignità vendicativa nei confronti degli adulti. Il suo sorriso fintamente ingenuo, nasconde una forte perversione che nemmeno un adulto riuscirebbe tanto facilmente a nascondere. Tendente al sadismo e al saffismo.

    4) Meg (Contessa), la classica ragazzina occhialuta appassionata di libri. Nonostante sia molto istruita e caparbia, si fa sempre soprassedere da Diana.

    5) Eleonor (Baronessa), semplice fanciulla che agisce secondo il maligno volere di Diana. Nonostante sembri la più normale, quello che fà, lo fà senza tanti scoraggiamenti...

    6) Amanda (Plebea), esclusa dalle altre per il suo aspetto assai grasso e malandato, oltre che per la sua eccessiva balordaggine. E’ legata ad usi assai raggelanti tipo fare a brandelli poveri e piccoli essere animali malcapitati.

    7) Wendy, durante le prime fasi di gioco sembrerà essere solo un personaggio parallelo allo svolgimento della trama, ben presto però il suo ruolo si rivelerà notevole…molto…

    8) Gregory, All’inizio del gioco si sa ancora ben poco di questo misterioso personaggio. Adulto piegato agli ordini di un altro personaggio assai importante nella trama; scruterà imperterrito nell’ombra Jennifer fino ad uno scontro diretto.

    9) Mr. Hoffman, Raccapricciante e ripugnante d’aspetto. Un tempo non era così e questa è la conseguenza dei suoi disgustosi atti di violenza. Si ritrova legato nel capannone della magione (dirigibile) da resistenti funi su tutto il corpo, come schiavo / cane da caccia dei maligni bambini.

    10) ? ? ?, come Wendy, fino a dei chiarimenti più evidenti nella trama, apparirà solo come un personaggio totalmente parallelo allo sviluppo degli eventi…ben presto però…vi sconvolgerà...

    11) Josua, il bambino misterioso che affida a Jennifer il libro intitolato "The Little Princess"...gran parte del gioco sarà solo una apparizione momentanea...ben presto il suo personaggio si rivelerà essere in realtà...(Scusate la mancanza dell'immagine)

    continua...
    Ultima modifica di chrisdarril; 12-04-2006 alle 11:29:48

  3. #3
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    Da storcere il naso!

    Si tratta di un Survival Horror atipico, di quelli per veri intenditori e di quelli che non vanno visti solo superficialmente ma che andrebbero scavati ben a fondo. Quanto detto finora potrebbe fare la felicità dei fans del genere, ma ciò che adesso vi descriverò potrebbe farvi istantaneamente cambiare idea sull’acquisto di questo gioco. Mi riferisco a voi estimatori del genere action e a tutti coloro che hanno preferito il quarto Resident Evil a qualunque altro episodio della serie. Rule of Rose propone un buon numero di combattimenti a cui si alternano un altrettanto numero di enigmi, esplorazione e sequenze narrative. Offre anche qualche chicca originale assolutamente non trascurabile, come la presenza del cane, che rappresenta uno stacco ben diverso da quello proposto da Capcom e dal suo ottimo Haunting Ground, il quadrupede infatti non avrà solo un ruolo marginale nell’avventura ed oltre ad aiutare la protagonista aggredendo autonomamente i nemici è l’elemento portante degli enigmi in cui bisogna ritrovare un oggetto (ed in questo caso il fiuto del fido aiuta) o in vere e proprie sezioni confusionarie e dispersive in cui bisogna attenersi esclusivamente al sesto senso canino del nostro caro quadrupede per ritrovare la giusta via. Sarà anche indispensabile per tenere lontani i nemici, infatti sarà capace di tenere alla larga un numero indefinito di nemici abbaiandogli contro. Altra novità davvero piacevole è la presenza della porta della “nobiltà”, ingresso che accede al trono delle giovani psicopatiche accessibile solo in pochi momenti del gioco. Questa presenza alquanto bizzarra consiste in una sorta di sottogioco di scambio. Se ad esempio siete venuti in possesso di un particolare oggetto, inutile per lo scorrimento del gioco, potrete mostrarlo dinanzi alla “nobiltà del pastello rosso”; se tale oggetto verrà apprezzato da una delle giovani ragazzine verrete ricambiati con un qualche utensile assai indispensabile per la risoluzione di un qualche puzzle. Queste due trovate generano una combo che dà una qualche varietà alle situazioni di gioco, già di suo per niente ripetitive. Anche la soddisfacente alternanza fra fasi esplorative e combattive risulta assai azzeccata anche perché la protagonista ha la possibilità di poter equipaggiare come armi gran parte degli oggetti ritrovati per le ambientazioni, da una semplice forchetta alla classica rivoltella dello scorso secolo(munizioni assai oculate però!). Vi starete chiedendo allora: “ma dove stanno i difetti?”. Ebbene più che scarso il sistema di controllo, è assai datato. Pur proponendo infatti le già citate novità, risulta il classico che caratterizzava i vecchi episodi di Resident Evil e dell’intera serie di Silent Hill. Con L1 si ci mette in attacco e con la pressione del O (versione JAP) si adopera l’arma equipaggiata. Stesso discorso và per la X e per gli altri tasti in generale. Chi ha già provato esperienze ben più rivoluzionare dal punto di vista giocabile odierà non poco questo Rule of Rose, tutti gli altri, invece, inclusi anche i più nostalgici ed i grandi fans dei “veri” Survival Horror (e ci tengo a precisare “veri”) apprezzerà non poco lo stile della giocabilità. Questa bizzaria del controllo potrebbe proprio rappresentare il tallone d’achille di questo prodotto anche se molti lo gradiranno proprio per questa sua efficacia fedele ai Survival Horror d’origine anche se personalmente avrei preferito un approccio più attuale.



    continua...
    Ultima modifica di chrisdarril; 3-04-2006 alle 13:36:47

  4. #4
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    Sulle Note di Rule of Rose

    Una radio che intona una canzone che è ormai divenuta cult e tormentone del gioco, voce soave da nobil gentleman inglese, tonalità che sa di stonato e che, invece, riesce a graffiare l’animo e a penetrare nella mente riuscendo addirittura ad essere canticchiata dai giocatori più di una volta ed involontariamente. Ci tengo a precisare che sarebbe stato un vero scempio proporre una colonna sonora alla Silent Hill creando un contrasto negativo con l’atmosfera ed il periodo storico in questione. Così Sony si è decisa a comporre un insieme di brani più adatti allo stile del gioco opera di musicisti professionisti. L’avventura parte proprio con un motivetto suonato a violino, poetico, incantevole e sognante, lasciando presagire che in fondo in fondo il gioco preclude anche momenti di tutta serenità e calma. L’incredibilità degli eventi viene sottolineata dunque dalla bellezza indescrivibile della colonna sonora, vero colosso portante di questo gioco, l’unico comparto che non andrebbe minimamente criticato. Una miscela a dir poco magistrale di violoncelli e piano che tocca il cuore e l’animo. Anche le scene di terrore sono ben descritte dai brani musicali riuscendo anche il più delle volte con l’effetto sorpresa che tanto piace ai fans del genere. Spendo due paroline in meno anche se pur sempre complimentandomi con lo staff che ne ha curato tali aspetti per descrivere gli effetti sonori ed il doppiaggio di gioco. Buoni, ma nemmeno lontanamente paragonabili alla magnificenza delle sinfonie musicali che accompagnano le fasi di gioco.



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    Ultima modifica di chrisdarril; 28-03-2006 alle 21:28:48

  5. #5
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    Non un semplice aspetto visivo...

    Se si pensa già ai primi filmati in computer grafica si intuisce che Sony non aveva in mente solo l’idea di un altro Survival Horror qualunque, ma voleva sollevare il complesso a vette più alte portando il giocatore in un vero e proprio universo d’incontro fra vera e propria cinematografia, arte e videogioco. La qualità artistica dei filmati è a dir poco superba, la Pixar ne andrebbe quasi invidiosa. La maniacale cura disposta nel riproporre perfettamente tale periodo storico è da rimanerne a bocca aperta, l’atmosfera ne guadagna molto e con essa la suggestione dei videogiocatori. Il tutto gode di un’eccellente regia che propone, durante i filmati, inquadrature da capogiro mentre, durante il gioco vero e proprio, un’alternanza fra telecamere fisse ed altre che seguono l’azione dalle spalle. I fans della serie horror Konami, nota col titolo di Silent Hill saranno felici di notare anche in questo Rule of Rose la presenza portante della resa video sporca/disturbante. Un effetto chiamato “noise” che rende l’aspetto visivo del gioco più palpabile, servirà anche a nascondere qualche difettuccio tecnico sparso qua e là, ma come scelta c’è da considerarla davvero azzeccata. Nel complesso tutto l’aspetto grafico del gioco fa ottimamente il suo lavoro, ci sarebbe da lamentarsi giusto di qualche magagna che affligge il modello 3d del cane che accompagna Jennifer per tutto l’avventura ma per il resto c’è da premiare Sony. La varietà delle scenografie, infatti, non sarà certo delle più ampie ma in compenso la buona qualità delle texture e la numerosità dei dettagli che le compone rasenta la bellezza. Molto buoni i modelli 3d dei personaggi, si è sicuramente visto di meglio ma la qualità delle animazioni che li muove e l’ottima percezione del peso e della sostanza riescono a ricreare perfettamente le sembianze umane a cui si ispira il gioco. Ciò che comunque ho più apprezzato dal punto di vista prettamente grafico sono l’eccellente sistema d’illuminazione ed ombreggiature che agisce in tempo reale e la buona numerosità di nemici sullo schermo: durante gli scontri, infatti, Jennifer verrà aggredita da esseri mostruosamente terrificanti che l’assaliranno in diversi parti del corpo afferrandola con forza. Ed è quindi piacevolissimo vedere tanti di questi esserini (numerosi già di suo) che si avvinghiano contemporaneamente uno sulla gamba, un altro sul dorso ed un altro ancora sul braccio della ragazza, una visione unica e raggelante.



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    Ultima modifica di chrisdarril; 28-03-2006 alle 21:28:37

  6. #6
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    Gravi problemi di censura


    Perversione, sesso, omosessualità, pedofilia, leggende folcloristiche, avvistamenti ufo, tecnologia e sadomasochismo. Una lista di argomenti che tutti insieme creano un forte contrasto che si alterna mesi dopo mesi dell’anno 1930. La censura denuncia: il gioco tratta argomenti e scene che non andrebbero certo presi alla leggera, tanto meno in un videogioco. Ed è dopo questa notizia che le già ottime vendite orientali sono aumentate a dismisura. Il gioco rischia l’esclusione dal mercato occidentale ma fa notizia. Come può, dunque, la Sony dire di no alla conversione occidentale di un videogioco (il cui genere è già molto apprezzato) che gli ha fruttato un bel po’ di quattrini? Ed è così che nasce il dibattito aperto ed acceso a quattrocchi fra la censura occidentale e la multinazionale Sony. Si sa, il gioco rischia più di qualche taglio proprio sulle scene “forti”, ma alla fine è orma i quasi certo l’arrivo in Europa ed USA. Scene in cui due fanciulline si tengono per mano e si dicono dolcemente <Principessa...ti ho salvata...in cambio un bacio...> e si arriva ad una scena saffica leggermente camuffata da inquadrature che lasciano “mal” immaginare. Non mancano nemmeno veri e propri atti di perversione fisica, che raggiungono il culmine dell’orrore proprio perché le protagoniste di tali scene sono tutte infanti. Sony ha giocato davvero pesante, ha azzardato non poco con l’universo videoludico. Non è cosa di tutti i giorni ritrovarsi spettatori di giovanissime ragazzine costrette dagli adulti ad atti scandalosi che si ribellano alle loro azioni di depravazione e rivoltano la faccia della moneta. Ma, in Rule of Rose sono più di uno i personaggi adulti piegati alla malignità vendicativa delle bambine della “dinastia del pastello rosso”: il fattore “servo” che insegue e aggredisce Jennifer per volere delle ragazze… il terrificante insegnante che si ritrova legato da resistenti funi nel capannone del dirigibile con un cervello ormai privo di cellule e neuroni... e la povera cameriera che muore dopo una scena atroce per mano di tanti piccoli esserei demoniaci. Questi si chiamano i soggiogati. Sfortunatamente per Jennifer anche per lei verranno riservati dei veri e propri atti blasfemi del tipo: essere calpestata in viso da piedi sporchi, costretta dal dover venire a contatto ravvicinato con ratti di campagna, insetti e piccoli mostriciattoli, venir inzuppata fracida, sepolta viva, e obbligata a dover metter un dito in bocca ad una delle fanciulle. Fatto sta che Rule of Rose non è affatto un gioco per i deboli di cuore, pur proponendo infatti scene cariche di gore ed orrore, colpisce più per momenti negativamente suggestivi, creando un atmosfera che difficilmente riesce a collegarsi ad altri titoli dello stesso genere.



    continua...
    Ultima modifica di chrisdarril; 2-04-2006 alle 23:01:32

  7. #7
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    Esclamazione Rule of Rose (NTSC Jap) PS2

    RULE of ROSE (Sony)



    La triste storia della Piccola Principessa


    E’ il 1930…periodo di grande depressione sociale e culturale che successe alla Prima sanguinosa Guerra Mondiale e che precedette la catastrofica Seconda Guerra Mondiale. Ma l’immagine solare e variopinta che ci viene mostrata dal filmato introduttivo, ci immerge in una Londra assai insolita, decisamente diversa da quella fredda e nebulosa a cui siamo abituati. Una fulgida fanciulla riposa ingenuamente su una panchina immersa nel verde di un giardino rigoglioso di rose rosse. Ad un tratto è lo sguardo fisso di un cane meticcio lì nei paraggi a svegliare la bella fanciulla…il quadrupede si avvicina fido alla ragazza, poi, quasi per farle notare qualcosa, volta il capo verso la sua destra. In quella direzione fra cespugliose e vivaci piante fiorite vi sono due bambine che giocano allegre tenendosi affettuosamente per mano, la ragazza sorride intenerita, finché non si accorge che il cane è sparito tutto ad un tratto. La ragazza si sente insicura all’improvviso…un ombra oscura che nasconde il cielo, la immerge totalmente: rappresentazione simbolica di tale periodo storico in cui apparvero per la prima volta nel cielo, come immensi esseri volanti, i dirigibili. Si fa tarda sera e Jennifer (Si, questo è il suo nome) si è appisolata leggermente, distesa sul sedile di un bus in viaggio. <>, una voce interrompe il suo tranquillo riposo, quello che sembra un bambino le porge educatamente un quaderno dai disegni banali ed infantili <> ed è così che, voltando la prima pagina, Jennifer viene introdotta in un mondo allegorico e fantomatico. “La Piccola Principessa”…la triste favola di una piccola e dolce principessina rapita dal padre e portata su un grosso dirigibile. Sono attimi di sensazioni indescrivibili, l’improvviso e alquanto bizzarro incontro fra ingenuità infantile e perversione adulta. Il bambino fugge dall’autobus, Jennifer gli và incontro, questo segna gli eventi futuri della ragazza poiché l’autobus riparte qualche secondo dopo lasciando la malcapitata al centro di un oscuro parco nelle prossimità di una nera boscaglia. Percorsa la foresta fra i tremori di terrore e malinconia, Jennifer giunge ad una brughiera ove al centro è segnata l’esistenza rilevante di una grande magione, possibile riparo per la ragazza sperduta, possibile destinazione di quel ragazzino in fuga. Dite pure addio alle luminose giornate di luce, dite pure addio alla lucente erba sfiorata dai raggi del sole, serenità e consuetudine si perderanno nella fredda oscurità di giovani fanciulline dall’aspetto innocuo ma totalmente sciatte d’animo e assai prive di cuore…ed anima.



    La vera Regola della Rosa

    Sono Diana (Duchessa), Meg (Contessa), Eleonor (Baronessa) ed infine Amanda (plebea)…cinque ragazzine che hanno da tempo imposto al loro collegio e alla zona intera, tremende leggi che compongo l’ordinamento della “Dinastia del Pastello Rosso”. I “grandi” sono banditi dal mondo della dinastia e dalla loro dimora almeno che questi non riescano a soprassedere (o meglio…sconfiggere) ognuna delle nobili fanciulle. In tal caso pene e torture al limite della mostruosità spettano agli adulti che non abbiano il ben che minimo senso del pericolo. Jennifer sarà la povera vittima di terrificanti tormenti più mentali che fisici. Un susseguirsi di scene realmente indigeste al limite della perversione introspettiva. Rule of Rose gioca con la psicologia umana, costringendoci spettatori di sequenze in cui si consumano atti espliciti (ma per fortuna non troppo!). Gli infanti, simbolo di dolcezza ed ingenuità, caratteristiche totalmente sprecate dal tempo e scomparse attraverso la torbidezza di animi cruenti già inusuali per individui più adulti e pensanti. La superficialità di una rosa rossa, splendido e colorito fiore dalle apparenze piacevoli, rasserenanti…per giungere al bocciolo bisogna però compiere un viaggio arduo irto di pericoli e sofferenze, le spine fitte e aguzze. Come tante mani che si stringono in un girotondo di sentimenti ed emozioni, i petali sono legati l’un l’altro. Se si stacca un petalo, rimane ben visibile l’altro…e così via…fino alla pistillo del fiore (spoglio, quasi privo di vita), vero nucleo della rosa. “La Regola Della Rosa” (Rule of Rose) consiste proprio in questo: per soprassedere l’individuo portante della dinastia bisogna prima patire ardue sofferenze per poi sconfiggere uno ad uno i suoi sottoposti.



    continua...

  8. #8
    Metroid Fanboid L'avatar di true Gek
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  9. #9
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    oddio,non oso leggerla tutta!chris,ti prometto che la leggerò il più presto possibile...sempre che i "continua" siano finiti!

  11. #11
    Utente L'avatar di Fily84
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    Non vedo l'ora di giocarlo grazie alla tua recensione.

  12. #12
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    letta, molto bella, voto massimo

  13. #13
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    Citazione Biofag
    bella....
    Peccato che è un pò corta...


    moooooooooolto corta....

  14. #14
    Bello&Maledetto L'avatar di Egon
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    voto massimo
    perche Cris e' un grande e cio' che fa e' il suo biglietto da visita!

    perccato che la componente action sia bassina.........8(

    mi conosco, penso che non mi piacera' anche se penso sia un giocone con i controcoxlioni

  15. #15
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    recensione a livello professionale!

    ovviamente voto maximo:

    5/5

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